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Intervista con Paolo Cozza
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Avvocato di professione, scrive libri, leader di una band musicale „Alpini”, attualmente direttore commerciale di una ditta automobilistica – Bottari Polska.
Popolare grazie ai programmi televisivi: „Europa da się lubić” e „Taniec z gwiazdami”. Stiamo parlando di Paolo Cozza, un simpatico Italiano che ha conquistato i cuori dei Polacchi. Sugli Italiani, sulle differenze tra i Polacchi e gli Italiani, sui problemi che toccano oggi l’Italia, su tutto questo e su molte altre cose ancora abbiamo parlato con Paolo.

Rafał Bednarski: Sei in Polonia già dal 1995, però la tua storia legata all’arrivo è molto interessante, ce la racconteresti un po’?

Paolo Cozza: Tutto e’ iniziato nel maggio del 92 quando insieme ad altri 3 miei amici abbiamo deciso di partire per la Białowiezia alla ricerca dei Zubre polacchi. La cosa ci divertiva parecchio visto il nostro spirito avventuriero che spesso ci portava alla scoperta di nuovi Paesi e nuove culture. In quel viaggio siamo rimasti colpiti oltre che dai bellissimi zubre, soprattutto dalla bellezza del Paese e dal carattere dei polacchi che perfettamente si sposava con il nostro. Ovviamente non si parlava una parola di polacco, ma riuscivamo ugualmente a comunicare con la musica.., avevamo una chitarra e vai con il Festival di Sanremo!!

La cosa che ci colpi’ di piu’ fu la bonta’ d’animo dei polacchi e la voglia di fare, di ripartire e scoprire nuove prospettive.

Da quel giorno sono tornato svariate volte in Polonia, (cosa strana perche normalmente si partiva per nuove mete ancora sconosciute), fino a che nel 94 ho deciso spontaneamente di volermi mettere alla prova e trasferirmi a vivere.

Non era comunque una scelta legata ne’ all’amore, ne’ ad una concreta opportunita’ di lavoro e proprio per questo la cosa mi piaceva ancora di piu’.

A quel tempo lavoravo in uno studio legale (sono avvocato) e nemmeno la consapevolezza di dover cominciare tutto da zero mi spaventava, cosi come la non conoscenza della lingua.
Insomma una storia di romantica follia!

Cosi il 2 gennaio 95 dopo un bel capodanno di addio passato isieme alla marea di amici e cari che „lasciavo”, ho caricato la mia vecchia Audi 80 e sono partito per Varsavia.
Il viaggio e’ durato 36 ore perche’ ha nevicato non stop dal Brennero in poi, ma le difficolta’ fortificano.

E cosi’ e inizata la mia avventura. All’inizio pensavo di poter lavorare presso qualche societa’ italo polacca, ma per molti potenziali datori di lavoro era troppo strano che una persona „sana di mente” ppotesse rinunciare ad una cariera come quella che avevo in Italia per lavorare in Polonia.

Cosi ha aperto una societa’ commerciale che importava accessori per le auto e tuttora mi diletto con questa attivita’ distribuendo i miei prodotti su catene di grande distribuzione e stazioni di benzina.

La storia e’ molto lunga, ma questi sono gli inizi.

R.B.: Si sa che sugli italiani si potrebbe scrivere a lungo, ma potresti elencarci tre caratteristiche tipiche del Tuo popolo?

P. C.: Ci sono tante Italia e tanti italiani.Un tempo si diceva che gli italiani sono un popolo di Santi, Poeti e Navigatori. E questa saggezza popolare forse descrive bene le caratteristiche del mio popolo. Direi inoltre che siamo fantasiosi, amiamo il bello e il buono, e siamo un po geniali se me lo consentite.

R.B.: Trovi i polacchi totalmente diversi dagli italiani o, secondo Te, queste differenze non sono cosí importanti?

P. C.: Per me i polacchi sono molto simili agli italiani, almeno come la vedo io. Sono solo un po piu’ chiusi caratterialmente, ma i valori morali sono gli stessi se non superiori in Polonia. Amiamo entrambi la buona cucina, la festa e l’arte di arrangiarsi.

R.B.: Possiedi una pagina web (paolo.cozza.pl). Qual è il suo messaggio? Potresti spiegarci il suo scopo e descrivercela un po’?

P. C.: Ho un sito da poco piu’ di un anno. E’ un po’ trascurata, nel senso che non ho molto tempo per aggiornarla purtroppo. Lo scopo era quello di poter comunicare con i miei amici vicini e lontani, e anche quello di poter dire la mia verita’ su tente cose che mi riguardano e che a volte leggo che vengono storpiate o raccontate in modo falso.

Inoltre volevo far sentire le canzoni che componiamo insieme ai miei amici con i quali „ALPINI”, questo e’ il nome del mio gruppo.

In effetti ho un rapporto molto intenso con la gente che spesso mi ferma per strada e che sento molto vicina a me, vorrei intensificare questo rapporto.

R.B.: Scrivi libri, canti, sei presente in televisione. Tutto questo era già nei Tuoi progetti a 20 anni per esempio? Ti consideri una persona realizzata?

P. C.: A 20 anni non avrei mai pensato di poter emigrare e di ritrovarmi in Polonia. Ho sempre amato fare varie cose, ma non pensavo di poterne fare cosi’ tante. Sono soprattutto una persona felice e ho una corretta e positiva filosofia di vita che mi consente di vivere con coraggio e giustizia. Poi quello che si va conta relativamente.

R.B.: Quali sono i Tuoi progetti per il futuro?

P. C.: I miei progetti per il futuro non li so nemmeno io. Pura improvvisazione!!

Di sicuro mi vorrei occupare piu’ possibile di mio figlio Valentino che mi da una gioia immensa. Magari farne un altro di figlio. Per il resto oltre al lavoro serio che si sta sempre piu’ sviluppando (accessori auto, ditta Bottari Polska), il mio sogno nel cassetto e’ legato alla musica e mi piacerebbe suonare e cantare il piu’ possibile in mezzo alla gente. Magari pure un disco per poter dire di essere arrivato anche li’, ma niente mi piace di piu’ del contatto con la gente, ovviamente insieme ai miei amici ALPINI.

R.B.: Spesso sulle nostre pagine discutiamo su temi molto importanti per gli italiani, di cui si parla negli ultimi tempi, cioè immigrazione e i problemi della città di Napoli. Qual è la tua opinione su questo argomento?

P. C.: Sono temi difficili e importanti. Gli Italiani tradizionalmente sono emigrati in tutto il mondo, e per questo dobbiamo accettare e accogliere l’attuale immigrazione nel nostro Paese, soprattutto l’immigrazione della disperazione.

Nello stesso tempo, e questa e’ la regola che vale per me in polonia, l’immigrato e’ ospite nel Paese dove si trasferisce e per questo deve accettare e rispettare le regole del posto. Cosi tutti ti aiuteranno e rispetteranno a loro volta.

Napoli e’ una citta’ fantastica e magica, troppo spesso sfruttata da gente poco seria e onesta, ma che sempre riuscira’ a vincere e ad andare a testa alta

R.B.: Spesso vai in Italia? Dove riposerai quest’estate? Quale luogo consiglieresti ai nostri connazionali, che secondo te valga davvero la pena visitare?

P. C.: Per un anno e mezzo non sono stato in Italia, ultimamente invece vado ogni mese. Le vacanze le ho passate in liguria dove sono al mare i miei genitori, sole, mare e tanto pesce. L’Italia e’ belle tutta, l’ideale sarebbe prendere una macchina e fermarsi ad ogni paesino per scoprire la vera Italia, fuori dai circuiti turistici. Se devo dire una regione consiglierei la Sicilia, cultura, storia, tradizione, spiaggie, monti

R.B.: Grazie,

P. C.: Grazie

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